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Il caso della nave Polluce
ed il furto del tesoro dei nobili russi arriva in Parlamento
Anche lo scarico delle responsabilità ha un capolinea |
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Riepilogo degli articoli sul caso Nelle precedenti edizioni di Forum del 31/4 e del 31/5/2004 sono stati analizzati i fatti e gli antefatti politici dell’epoca risorgimentale italiana che hanno caratterizzato poi le vicissitudini della nave portavalori Polluce, speronata ed affondata dalla nave Mongibello nel 1841, all’ imboccatura del canale dell’ Elba, davanti a Capo Calvo. E’ stato visto altresм il tentativo di recupero del Polluce da parte della Compagnia Rubattino di Genova ed il boicottaggio subмto per opera dell’intellighentia degli Stati italici restaurati quando la nave, riportata magistralmente in superficie, ripiombт catastroficamente sul fondo per la “rottura” di una catena e quando la stessa Compagnia Rubattino, dopo aver vinto la causa del risarcimento dei danni per lo speronamento, venne ancora una volta boicottata, consentendo agli armatori responsabili di sottrarsi al pagamento dovuto. Sono state poi ripercorse da Forum le recenti vicende che, alla fine del millennio, hanno visto come protagonisti un gruppo di predatori del mare, soprattutto inglesi, che sono riusciti ad individuare, con il suggerimento di qualcuno bene informato, il sito esatto dove la nave, colma di tesori, giaceva sul fondo del mare. Sono state ricostruite anche le iniziative intraprese dagli stessi “predatori” presso le Autoritа italiane per ottenere, pur con richieste che avrebbero dovuto essere meglio controllate, le autorizzazioni di recupero subacqueo; autorizzazioni che, per ora, non si conoscono nel loro contenuto perchй, con un atteggiamento a “chiusura stagna”, da una parte si insiste nel dire che non esiste alcuna autorizzazione mentre altri dicono che di autorizzazioni ne esistono almeno due: una rilasciata dalla Soprintendenza alle Belle Arti della Toscana e l’ altra dalle Autoritа marittime, in base alle richieste della banda di predatori, sulle quali era spalmata una sorta di marmellata fatta di luoghi, nomi di navi, coordinate del sito del relitto e del carico trasportato, mezzi di superficie, mezzi di impiego subacquei, utilitа del carico da recuperare, tempo dei “lavori“ e altre assurditа che non avrebbero ingannato neppure Cappuccetto Rosso ma che invece, non si comprende come, avrebbero tratto in errore le medesime Autoritа. Le ragioni dell’ interesse e la realtà delle cose Di quale valore
si tratta
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V. Belinskji. Litografia dal disegno di K.Gorbunov, 1843. La aristocrazia russa che aderì al movimento di Herzen e Belinskji dette soprattutto attraverso l’“Intelligecijia” un notevole contributo intellettuale alle relazioni internazionali che cambiarono la storia in Europa. |
Al Ministro per i Beni e le Attività Culturali Oggetto: richiesta visione copia autorizzazione/i al recupero materiali da relitto sottomarino “Polluce” e/o “Glenn Logan” ( Isola d’Elba ) Roma 21 giugno 2004 In merito alle inquietanti vicissitudini del rilevantissimo tesoro trasportato dalla nave portavalori Polluce, affondata nel 1842 nei pressi dell’Isola d’Elba e del recente trafugamento di ingenti quantità di preziosi per opera di alcuni avventurieri del mare, il sottoscritto ha presentato allo stesso indirizzo ministeriale, in data 6 aprile 2004, una interrogazione parlamentare a risposta scritta 4-09680. Stante l’urgenza dei rimedi da adottare per la concreta possibilità di un’ imminente incursione, anche subacquea sul medesimo relitto per continuare lo spoglio dei preziosi, lo scrivente riterrebbe di estrema importanza conoscere in tempo utile, la risposta ai quesiti posti nell’ interrogazione in argomento. Quanto sopra sarà utile non solo a preservare, con le consequenziali azioni, il residuo di un tesoro di oro e preziosi di immenso valore appartenete al nostro Paese e quindi a tutti gli italiani, ma anche ad impedire ulteriori iniziative formali già avviate pochi giorni fa, a quanto è dato sapere, con una esplorazione subacquea sul luogo, a cura delle medesime Autorità che indirettamente hanno contribuito, almeno per “culpa in vigilando”, al trafugamento dello stesso tesoro. Trattandosi di valori patrimoniali storico-archeologici di notevole entità, in quanto correlati anche alle vicissitudini dei moti risorgimentali degli Stati italici post Restaurazione, desterebbe seria perplessità affidare adesso l’ eventuale recupero subacqueo di ciò che resta del patrimonio a queste Autorità che non hanno saputo vigilare quando dovevano e che sembrerebbero ora voler commistionare le responsabilità di ciò che è avvenuto con i meriti che lo stesso recupero sottende. Tutto ciò premesso si richiede (ai sensi della legge 241/90 sulla trasparenza degli atti), di avere accesso alla copia delle autorizzazioni che a quanto è dato sapere, la Soprintendenza della Toscana e/o altre Autorità, avrebbero rilasciato al gruppo di avventurieri che distruggendo la nave (reperto archeologico) depredarono per venti giorni con una draga gran parte del prezioso carico. On. Marco Lion |
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