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3) L’Accordo di cooperazione, dell’ 11 gennaio 1993, tra il Ministero dell’ Interno della Repubblica di Bielorussia ed il Ministero dell’Interno della Repubblica Italiana, “per lo scambio di informazioni computerizzate sui trasferimenti illegali di droga e sostanze psicotropiche tramite la via Balcanica” ; 4) L’Accordo di cooperazione, del 28 maggio 1993, tra il Ministero dell’ Interno della Repubblica di Bielorussia ed il Ministero dell’Interno della Repubblica Italiana, “per la lotta contro l’illegale distribuzione di droga e sostanze psicotropiche e contro la delinquenza organizzata”; 5) L’Accordo, del 17 dicembre 1993, tra il Comitato di tutela sociale dei militari presso il Consiglio dei Ministri della Repubblica di Bielorussia ed il Ministero della Difesa della Repubblica Italiana “Sulla custodia delle tombe e la restituzione in patria delle salme dei cittadini della Bielorussia e dell’Italia, morti nel periodo della seconda guerra mondiale”; 6) L’Accordo, del 25 luglio 1995, tra la Repubblica di Bielorussia e la Repubblica italiana “sull’aiuto per la realizzazione e mutua tutela degli investimenti”; 7) L’Accordo, del 18 aprile 2003, tra il Governo della Repubblica di Bielorussia ed il Governo della Repubblica Italiana “di cooperazione e mutua assistenza amministrativa negli affari doganali”; 8) L’Accordo, del 3 giugno 2003, tra il Governo della Repubblica di Bielorussia ed il Governo della Repubblica Italiana “sul trasporto internazionale di passeggeri e merci”; 9) La Legalizzazione, del 26 febbraio 1985, “dell’eredità giuridica riguardo alla Convenzione tra il Governo dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche ed il Governo della Repubblica Italiana per evitare la doppia tassazione sui redditi”. E’ stato concordato ed è pronto per essere firmato, l’Accordo tra il Governo della Repubblica di Bielorussia ed il Governo della Repubblica Italiana “per evitare la doppia tassazione rispetto le tasse sui redditi e sul capitale e per evitare l’evasione del pagamento delle tasse”. All’esame delle parti, si trova anche la Dichiarazione comune, del Governo della Repubblica di Bielorussia e del Governo della Repubblica Italiana, “sulla costituzione dei gruppi di consulenza per questioni della cooperazione economica”, “sui progetti di accordo per la cooperazione nel campo della cultura, della scienza e della tecnica; nel campo dei trasporti aerei; nel campo della veterinaria e vari altri progetti.
Cooperazione commerciale
ed economica
L’Italia è uno dei partner commerciali ed economici principali della Bielorussia, in Europa. Secondo i risultati del 2003, l’Italia fa parte dei suoi cinque principali partner. La circolazione di merci con l’Italia, nel 2003, rispetto al 2002, è incrementata del 21,4% ed ha costituito 419,1 mln USD, l’esportazione è incrementata del 4%, arrivando a 135,2 mln USD, l’importazione è incrementata del 31,9%, arrivando a 283,9 mln USD. In Italia c’e una costante richiesta di prodotti bielorussi della industria metallurgica, automobilistica, petrolifera, e di lavorazione del legno. E’ nota sul mercato italiano la produzione delle fabbriche metallurgiche della Bielorussia (fili di metallo per armature di tubi per alta pressione), che collaborano strettamente con la ditta “Manuli Rubber Industries Srl”. Lavorano molto con il mercato italiano anche “La fabbrica di ferrame di Rechitsa”, la « Polimir » (corde acriliche, polietilene per alta pressione), la « Moghiliovhimvolokno » ( fili tecnici), la « GrodnoAzot » (caprolactame). Le societa dell’industria petrochimica collaborano con note società italiane come la “Pi.Ma.Fibre”, la “Fornaroli polimeri Srl”, la “Dike’, la “Politex”, la “ATT”, la “Promat”, la “Ozella”, la “Alfafomma” ed altre. L’Italia fornisce, invece, i prodotti per l’industria leggera, macchinari ed impianti, mobili, metalli, generi alimentari. Nel 2004 si è verificato un dinamico sviluppo dei rapporti commerciali ed economici bilaterali. Rispetto ai risultati del 2003, si può notare un incremento sia dell’esportazione che delle importazioni. Sono aumentate piu di tre volte le forniture al mercato italiano di pelli bovine (la quota nel volume di esportazione costituisce il 21,6%), di altre merci e di prodotti dell’industria agricola. Quasi di 1,5 volte è cresciuta l’esportazione del filo d’acciaio carbonico (la quota nel volume d’esportazione costituisce il 15,3%) e di altri prodotti di metallo: verghe d’acciaio carbonico, filo arrotolato di metalli ferrosi. E’ aumentata anche l’esportazione della produzione petrolchimica : fili sintetici complessi, corde di fili sintetici. Sono incrementate poi anche le forniture di fili di cotone.
Investimenti italiani nella Republica di Bielorussia
L’Italia fa parte dei dieci più grandi investitori nella Repubblica di Bielorussia. Nel 2003, dall’Italia sono arrivati 22 mln USD, fra i quali prevalgono altri investimenti (93%) sotto forma di crediti commerciali - 14,7 mln USD, ma anche per prestiti e leasing finanziari – 5,7 mln USD. Gli investimenti diretti dall’Italia in Bielorussia sono rappresentati da 77 società (nei capitali sociali delle joint venture e società estere sono stati trasferiti più di 12 mln USD, compresi 1,4 mln USD nel 2003). La sfera d’interesse principale degli investitori italiani sono le industrie leggere e forestali, la lavorazione del legno, i trasporti, la produzione di profumeria e cosmesi. In Bielorussia, gli investitori italiani sono attratti dall’alto livello di sviluppo industriale, dalla mano d’opera, economica e abbastanza qualificata, dal mercato interno di grande capienza, dalle favorevoli possibilità di fare buoni investimenti. La Bielorussia è interessata alle nuovissime tecnologie italiane, know-how, acquisto di macchinari moderni, realizzazione di progetti a lungo termine di mutuo interesse. In Bielorussia lavorano con buona efficienza le seguenti società con capitale italiano: JV “Bielita” Srl (produzione di cosmetici); JV “Milavitsa” SpA (produzione di biancheria da donna); JV “Val Bimbo” Srl (produzione di cuciti); JV “Dinamo Program Pinsk” Srl (produzione di soprabiti); SS “Bitrans” Srl (servizi di trasporto e spedizioni); JV “Italiana Ricambi” (ricambi per automobili); SS “Bedocchi” (segatura e piallatura del legno). I rapporti di partnership tra Bielorussia e Italia già in atto, l’attrazione per gli investimenti in Bielorussia, aprono vaste prospettive per il futuro sviluppo di cooperazione tra la Bielorussia e l’Italia.
Cooperazione tra le camere di commercio, industria e artigianato.
L’intensa cooperazione della CCIB con le Camere di Commercio regionali, provinciali e municipali italiane è iniziata nel 1996, dopo la visita nella regione Veneto della delegazione dei rappresentanti delle aziende d’esportazione bielorusse, quando è stato firmato il primo accordo di cooperazione della CCIB con la CCIA della regione Veneto. Nel 1997 la CCIB e le sue filiali regionali hanno concluso accordi di cooperazione con le CCIA delle regioni Friuli- Venezia Giulia, Lombardia, Marche, delle province di Parma, Bologna, Pesaro-Urbino, ecc. A giugno 2003, durante i “Giorni dell’Economia della Bielorussia in Italia”, svolti insieme al Ministero degli Affari Esteri bielorusso, l’Ambasciata della Repubblica di Bielorussia in Italia, la CCIB e le CCIA delle città italiane di Bologna, Parma, Modena, Reggio Emilia, Mestre e Trieste, sono stati firmati quattro accordi di cooperazione tra le CCIA regionali bielorusse ed italiane. Rappresentanza della CCIB in Italia (Tel./fax: 8-10-39/0426-41506), E-mail: samousenko@iol.it.
Settori dell’economia.
Industria chimica e petrolchimica: 70 aziende ed organizzazioni, che fanno parte del consorzio statale “Belneftehim”. La produzione viene esportata in più di 80 Paesi. Nella struttura settoriale, i primi posti sono occupati dalla produzione di fibre e fili chimici, da concimi di potassio, dalla chimica e dall’industria petrolchimica. Queste aziende producono il 92,6% del volume totale di produzione della industria, essendo i principali esportatori di prodotti chimici.
Costruzione di macchine e lavorazione del metallo. Le società e le fabbriche del settore si dividono in 3 gruppi: costruzioni di macchine; industria di costruzioni e articoli di metallo; riparazione di macchine ed impianti. I settori principali della costruzione di macchine sono l’industria automobilistica, la costruzione di apparecchiature, l’industria elettrotecnica, quella radioelettronica, la costruzione di trattori e macchine agricole. Esistono più di 300 nuovi tipi di prodotti industriali. Le ditte principali sono: la fabbrica di automobili a Minsk, quella di trattori a ruote a Minsk, quella di automobili a Zhodino ed a Moghiliov, la fabbrica di motori a Minsk, quella di motociclette e biciclette a Minsk.
Costruzione di macchine per edilizia, trattori e macchine agricole: 37 aziende.
Le più grosse sono la fabbrica di trattori a Minsk (uno dei 7 più grossi esportatori di questa tecnica al mondo), la “Gomselmash”, la “Lidselmash”, la “Amkodor”, la “Moghiliovtransmash”, la fabbrica di macchine per bonifica di Mozir, la fabbrica di macchine per rivestimento dei tetti, a Volkovysk.
Costruzione di macchine per l’industria alimentare e leggera. Più di 20 aziende.
Producono arredamenti per negozi, impianti per la produzione di generi alimentari, frigoriferi e freezer di nuova generazione con un design moderno per la casa, macchine da cucire, pompe centrifughe, impianti tecnologici e arredamenti per locali d’alimentazione pubblica ed altri impianti.
Industria elettronica.
3 associazioni scientifico-produttive e altre aziende. (l’associazione scientifico-produttiva “Integral” (Minsk),
il consorzio statale scientifico-produttivo per la costruzione di macchine di alta precisione “Planar” (Minsk), l’associazione produttiva “Monolit” di Vitebsk, ecc.)
Industria elettrotecnica. 41 aziende.
Producono cavi e conduttori, elettromotori asincronici, trasformatori, articoli tecnici per illuminazione, ascensori ed impianti per ascensori. Gli ascensori della fabbrica “Moghiliovliftmash” lavorano in 15 Paesi, compreso il complesso missilistico di Baikonour. 
Industria ottico-meccanica.
Nell’industria lavorano aziende di alta capacità scientifica, anche per le ricerche spaziali (l’Associazione ottico-meccanica di Bielorussia, ecc.).
Costruzione apparecchiature.
36 aziende. Si occupano di produzione di apparecchiature per la misurazione dell’elettricità, apparecchiature analitiche, tecniche di pesatura, apparecchiature radiometriche, fon elettrici, ventilatori elettrici, aspirapolveri per le auto ed altri articoli di consumo.
Industria radiotecnica.
Più di 70 associazioni scientifico-produttive, fabbriche, istituti di ricerche scientifiche e di progettazione tecnologica. Tra i prodotti principali ci sono gli unici complessi di programmazione tecnica, computer professionali e personali, centralini elettronici, tecniche televisive, apparecchiature di comunicazione cellulare, radio, audioregistratori, sistemi di televisione via cavo, elettrodomestici, forni a microonde, lavabiancherie, tecniche mediche, ecc.
Industria leggera e tessile.
1.416 società e fabbriche dove lavorano 156 mila persone. Producono fibre di lino, lana, filati, tessuti, tappeti, merceria tessile, maglieria, calzetterie, cuciti, articoli di pelle, pellicceria, scarpe di cuoio, ecc.
Complessi di produzione agraria.
Più di 2.300 organizzazioni, più di 2.400 fattorie, più di 1.200.000 economie private. I settori prioritari di sviluppo del CPA della Bielorussia sono i complessi di allevamento del bestiame, la coltivazione di lino, grano, barbabietola e colture oleacee varie. L’agricoltura, nella struttura del PIL, costituisce circa il 9-10%. Tra i Paesi della CSI, la Bielorussia occupa il terzo posto (dopo la Russia e l’Ucraina) per la produzione di lino.
Industria di trasformazione.
4741 aziende. Vi lavorano 127 mila persone. Include i grossi subsettori delle industrie della carne, del latte, alimentare, del pesce, del grano e farina, del foraggio combinato e della prima lavorazione del lino.
Complesso forestale.
Quasi 5000 aziende e fabbriche di diverse forme di proprietà (comprese le medie e grosse ditte), dove lavorano piu di 118.000 persone. Unisce i settori e le produzioni legati alla riproduzione, tutela e salvaguardia delle risorse forestali, ed anche alla preparazione, al trattamento meccanico, chimico-meccanico e chimico del legname grezzo e dei rifiuti. Il 50-60% della produzione viene esportata.
Edilizia.
Piu di 14.000 aziende e fabbriche di diverse forme di proprietà. Produce circa l’8% del PIL della repubblica, vi lavorano 317.500 persone. Le fabbriche del settore producono piu di 150 tipi di materiali e articoli da costruzione. Il nucleo principale del complesso è costituito dall’industria di materiali e costruzioni edili e dalle fabbriche dell’industria del vetro, faenza e porcellana, della costruzione di macchine e lavorazione del metallo, dell’industria forestale e lavorazione del legno. La Bielorussia esporta vetro, cemento, materiali per pareti, per tetti, per rivestimenti, ecc. I leader dell’industria sono fabbriche come la “Gomelsteklo” (occupa il terzo posto al mondo per la produzione di vetro verniciato), la “Keramin” (produzione di piastrelle di ceramica e di rivestimento), la “Krovlia” (produzione di materiali da tetto), la fabbrica di cemento di Bielorussia, ecc.
Commercio.
Esposizionie e fiere. Nella sfera del commercio al minuto, in Bielorussia, funzionano circa 29.700 negozi, per una superficie totale di .2,6 mln di mq; 28.900 locali di alimentazione pubblica per 633 mila posti. Nel commercio al minuto e nella alimentazione pubblica lavorano piu di 410.000 persone. Il commercio e l’alimentazione pubblica costituiscono il 9,8% del PIL. Nella repubblica, annualmente, si svolgono circa 100 esposizioni internazionali specializzate e fiere regionali. Sono molto ben conosciute nel Paese ed all’estero esposizioni e fiere come la “Beltexlegprom”, la “Prodexpo”, la “Mobili”, la “Autoshow”, la “Tourbusiness” ed altre, dove partecipano fino a 300 ditte straniere ognuna. Fiere ed esposizioni nazionali della Repubblica di Bielorussia, ogni anno, si svolgono all’estero: in Germania (Hannover), Gran Bretagna (Londra), Russia (Mosca), Ungheria (Budapest), Cina (Sciangai), India (Deli).
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