POLSKA
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Estate 1944: i successi del II Corpo d’Armata polacco del generale Wladyslaw Anders nella guerra di liberazione dell’ Italia dai nazi-fascisti
Esattamente sessant' anni fa, il 18 luglio del 1944 il II Corpo Corpo d'Armata polacco del generale Anders dopo la conquista di Montecassino e la liberazione di altre citta italiane dal nazi-fascismo, entrava vittorioso ad Ancona con un'epica battaglia ricordata da molti in Polonia ed ancor oggi oggetto anche da noi di studi approfonditi. L'importanza della ricorrenza e da sempre avvertita dalle Istituzioni dei due Paesi: per la Polonia, quest'anno e particolarmente sottolineata dalla presenza ufficiale in Italia, su invito delle nostre Autorita, del Sottosegretario di Stato alla Difesa Maciej Gorski (gia Ambasciatore polacco a Roma), appositamente venuto da Varsavia in rappresentanza del Governo del premier Marek Belka e dell'intero Paese.
La peculiarita dell'attuale ricorrenza sta pure nel fatto che dal 1° maggio scorso la Polonia del Presidente Aleksander Kwasniewski fa parte a pieno titolo dell'Unione Europea ed i suoi eurodeputati sono gia stati eletti al Parlamento di Strasburgo: l'evento storico e oggi pertanto indicativo non solo delle sempre buone e rinsaldate relazioni bilaterali tra i nostri due Paesi, entrambi gravemente segnati dall'esperienza della II guerra mondiale, ma sta a simboleggiare un ulteriore tassello civile nella comune difesa dei valori democratici della nuova Europa.
Qualche cenno storico sara comunque necessario, quanto meno per rinfrescare la memoria dei piu giovani, non sempre agevolati (va detto) dalle notizie spesso lacunose o incomplete dei libri di testo in uso nelle scuole. Dopo la scoperta nel 1943 delle fosse comuni di Katyn in cui la polizia segreta di Stalin aveva massacrato due anni prima circa 4.500 ufficiali polacchi, fu inevitabile la rottura delle relazioni diplomatiche tra il governo polacco in esilio e l'URSS; fu cosi che l'esercito creato dal generale Wladyslaw Anders fu trasferito dalla Russia sovietica in Medio Oriente e di li sul fronte italiano, dove combatte dal 1944 al 1945 al fianco degli Alleati.
Dopo aver subito l'aggressione hitleriana il 1° settembre del 1939 e (appena 17 giorni dopo) il non meno infausto ingresso sul proprio suolo dell'Armata Rossa comunista dalle frontiere orientali, la Polonia oltre a perdere l'indipendenza ebbe devastati sia il territorio che l'economia (circa il 40% del patrimonio nazionale) da entrambi gli occupatori, tedeschi e sovietici: ben 6 milioni di polacchi furono sterminati e la meta di essi erano ebrei.
La partecipazione dei polacchi alla liberazione dell'Italia e ben nota agli storici di professione ed agli specialisti di relazioni internazionali. Un po' meno si sa invece della collaborazione del II Corpo d'Armata polacco sia con le forze civili e militari dell' antifascismo italiano, che con le istituzioni democratiche del nuovo Stato nato all'indomani della caduta di Mussolini.
Lungo tutta la costa adriatica ed oltre, gli italiani di regioni come le Marche, la Puglia, la Campania, il Lazio, gli Abruzzi e l'Emilia Romagna ovunque accolsero con simpatia i soldati polacchi e il ricordo del loro sacrificio negli anni 1944-1947 e oggetto di particolare rispetto non solo ad Ancona, ma anche in altre citta come Roma, Torino e Milano. Senza contare che nei luoghi in cui combatterono furono poi molti i polacchi che si fermarono per studiare, stringere amicizie, avviare attivita di vario genere e, com'e comprensibile, sposarsi e metter su famiglia. Altri tornarono in Patria, ma l'Italia ha sempre continuato ad occupare un posto importante nei loro cuori, fino agli anni a noi piu vicini del pontificato di Karol Woytila.
I soldati polacchi erano entrati in contatto con unita italiane combattenti tra il febbraio e il marzo del 1944: pagine assai toccanti sono state scritte dal generale Umberto Utili (Ragazzi in piedi. La ripresa dell'Esercito Italiano dopo l'8 settembre, Milano, 1979), all'epoca a capo del Primo Gruppo Motorizzato assegnato al II Corpo d'Armata del generale Anders e successivamente al X Corpo d'Armata inglese, con la nuova denominazione di Corpo Italiano di Liberazione. I rapporti tra italiani e polacchi (splendidamente coordinati dal colonnello Klemens Rudnicki) furono subito buoni ed improntati alla massima comprensione: “Nei polacchi — scrive Utili — non v'era traccia di quel comportamento che si caratterizzava per fredda accoglienza, arroganza e antipatia con cui spesso il vincitore feriva la nostra sensibilita”. Grande fu anche il rispetto e la magnanimita dei militari polacchi verso una popolazione civile generalmente intimidita dai rapidi suoni sibilanti di una lingua frusciante, la cui scrittura abbonda di consonanti consecutive rispetto a sperdute vocali: “ ma a differenza delle truppe alleate, studiano con passione l'italiano e a quasi tutti riesce di capire e di farsi capire”.
Il giorno della gloria per i soldati polacchi in Italia arrivo il 18 maggio 1944 con la conquista dell'abbazia di Montecassino, con la stessa parola d'ordine dell'epoca risorgimentale “Per la nostra e la vostra liberta!”. Umberto di Savoia, che dopo la liberazione di Roma era il reggente generale del Regno, porto allo Stato Maggiore del Corpo le congratulazioni di Vittorio Emanuele III, il quale ricevera a Rapallo la visita di Anders il 5 giugno, esattamente il giorno prima di abdicare.
Nell'offensiva di Ancona, dopo memorabili combattimenti delle forze italo-polacche di Anders e di Utili sul fiume Chienti ad Ascoli Piceno e a Tolentino (assai apprezzati sul campo dal Capo di Stato Maggiore italiano, generale Antonio Berardi), nei giorni del 6-9 agosto 1944 brillarono anche le azioni della Divisione “Nembo” per la conquista di Filtrano e dei partigiani della Brigata “Maiella” prima guidati da un ufficiale della riserva, l'avvocato Ettore Trailo e poi riorganizzati dal colonnello Wisniewski, sotto la guida del tenente colonnello Lewicki e del maggiore Kopec, per lo sfondamento della linea gotica nella regione di Fano e Pesaro.
Ma il contributo piu grande nella battaglia di Ancona (e forse il piu bell'esempio di cameratismo tra italiani e polacchi) venne da un reparto di volontari italiani, per lo piu studenti, artigiani e contadini, inquadrati nel Reggimento Ulani dei Carpazi ed addestrati dai temibili commandos incursori polacchi. Fu infatti proprio questa Compagnia, comandata dal tenente Feliks Kepy a distinguersi assieme ai militari professionisti nei pressi di a Numana e ad entrare per prima in citta attraverso Porta Santo Stefano, il 18 luglio 1944.
L'eco dell'evento fu assai vasta ed il II Corpo d'Armata del generale Anders conobbe momenti di straordinaria popolarita: per tutta l'estate del 1944 moltissimi giovani italiani e marchigiani in specie desiderarono combattere a fianco dei polacchi, che intanto avevano subito molte perdite e per rinfoltire le loro file potevano contare solo sui polacchi che disertavano dall'esercito tedesco, dall'organizzazione Todt e dai fuggiaschi dai campi di lavoro coatto creati dai nazi-fascisti sul territorio italiano. Tra l'altro, anche se le autorita militari polacche ufficialmente non lo confermarono mai, pare che lo stipendio non fosse affatto male (si parlo di 100 lire al giorno per le nuove reclute): circostanza che determino la ferma opposizione delle autorita italiane e persino un'indagine del nostro Ministero degli Esteri, comprensibilmente contrari alla formazione di quello che fu definito un “esercito italiano mercenario”.
In effetti, gia diversi secoli addietro era stato Niccolo Machiavelli a sottolineare a piu riprese, nel Principe, la necessita per chi governa di avere a sua disposizione “armi cittadine e proprie” e non dei mercenari privi di qualsivoglia motivazione ideale e sensibili esclusivamente al richiamo del soldo. Ma se, da una parte, l'autorevolezza istituzionale dell'Italia di quei giorni non era minimamente accostabile alla lucida genialita diplomatico-militare del segretario fiorentino, dall'altra nemmeno il generale Anders era sia pur lontanamente paragonabile a Cesare Borgia, specie se si pensa a come di li a poco andranno a finire le cose a Jalta per i polacchi. E altrettanto francamente, non ci sono validi motivi per dubitare del sincero patriottismo di quegli italiani che con lui vollero e seppero combattere, ad Ancona come altrove, spinti da un sincero desiderio di liberta e di democrazia per molto tempo accarezzato sotto l'esteriore acquiescenza alla retorica di un regime illiberale, e per giunta bellicamente responsabile di un'erronea quanto tragica scelta di campo a fianco dei tedeschi, quanto meno a partire dall'asse Roma-Berlino.
Leonardo A. Losito
S.E. il Ministro Maciej Gorski, attuale Sottosegretario di Stato alla Difesa della Repubblica di Polonia, in Italia per le cerimonie ufficiali del 60° anniversario della liberaziopne della Citta di Ancona.
Gia presidente dell’Agenzia
Polacca d’Informazione ed ex ambasciatore di Polonia in Italia, Gorski
e poi stato Consigliere per gli Affari Internazionali del Presidente della Repubblica di Polonia Aleksander Kwasniewski, con delega all’Integrazione Europea. Perfettamente bilingue, esperto conoscitore e da sempre amico del nostro Paese, e stato insignito della “Croce al Merito” della Repubblica Italiana.


Il generale Wladyslaw Anders,
comandante del II Corpo d’Armata polacco, protagonista di eroiche battaglie nella guerra di liberazione dell’Italia dall’oppressione
nazi-fascista.



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