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Quando nel 1946 Winston Churchill parlò all'universitа di Zurigo e lanciò l'idea
di "una sorta di Stati Uniti d'Europa", probabilmente non avrebbe mai immaginato
che la confederazione di stati europei da lui presagita si sarebbe trovata a
combattere una guerra al terrorismo, all'interno dei propri confini geografici e
territoriali.
Sta di fatto che dal mare d'Irlanda al fiume Reno, terroristi di ogni specie,
razza e religione hanno potuto pianificare ed eseguire con feroce determinazione
singoli assassinii ed atroci stragi, sempre di inaudita efferatezza. Non
meraviglia quindi che, paradossalmente, sia stato proprio il terrorismo a
fornire una delle spinte piщ forti ed efficaci affinchй i Paesi dell'Europa
occidentale si coalizzassero in nuovi аrnbiti di cooperazione, nel tentativo di
contrastare la minaccia terroristica.
Piщ di una nazione si и ritrovata a dover prendere atto della presenza di gruppi
ed attivitа di stampo terroristico, all'interno delle proprie frontiere
geo-spaziali. Per di piщ, il fatto che da una serie di riuscite operazioni delle
forze dell'antiterrorismo sia emersa l'esistenza di stretti legami tra i vari
gruppi eversivi, ha posto all'ordine del giorno con indiscutibile e condivisa
prioritа la questione del pericolo da essi rappresentato per la convivenza
civile.
Probabilmente, il caso piщ esemplare di un'organizzazione dedita ad attivitа
terroristiche nell'Europa occidentale (e dei connessi legami internazionali
contro i quali l'azione di prevenzione, contrasto e repressione si и resa
necessaria), и quello dei gruppi baschi organizzati nell'ETA.
Questo gruppo terroristico, che non esita a farsi scudo di nobilitanti
motivazioni libertarie e patriottiche (si pensi alla formula di
auto-identificazione "Basque Homeland and Freedom"), mena il vanto delle sue
radici storiche ai tempi della Spagna dittatoriale di Franco: quale filiazione
diretta del gruppo nazionalista dell'EKIN, a sua volta originato dal partito
nazionalista basco, il PNV, in origine di identitа moderata. Almeno fino a
quando una esigua frazione di giovani militanti decise che il PNV non stesse
facendo granchи di utile e di concreto per la causa indipendentista Basca.
Per la cronaca, le prime azioni dei terroristi dell'ETA si verificarono nel
1959, con la procurata esplosione di terribili ordigni nelle cittа di Bilbao,
Vitoria e Santander. Contro di loro, le operazioni di risposta delle forze di
polizia non riuscirono a vantare altro che pochi successi, di portata assai
limitata e comunque poco rilevanti nel complesso. Accadde poi che con la morte
del dittatore, il generalissimo Franco, nel 1976, una volta ristabilita la
democrazia in Spagna, alla regione Basca fu concessa una notevole autonomia: non
tanto sufficiente, in ogni caso, per esaudire le aspettative di quella sparuta
ma combattiva minoranza di Baschi che invece reclamava la completa indipendenza
dagli spagnoli. Furono infatti costoro a confidare nei metodi violenti e
terroristici dell'ETA, quale unico mezzo per ottenerla.
Il terrorismo dell'ETA prese piede a partire dal fatidico anno 1968, con una
catena ininterrotta di assassinii di poliziotti, soldati e funzionari del
governo. Il picco piщ alto di terrore sanguinano fu raggiunto
dall'organizzazione nel 1980, con la morte violenta di ben 118 persone sempre a
seguito di atti terroristici. L'ETA compм anche azioni terroristiche all'estero
(ai danni della polizia francese), in risposta all'intervento della Francia in
attivitа di contro-terrorismo condotte a scapito dell'organizzazione basca. Da
una semplice consultazione del sito internet della "Basque Homeland and Freedom",
si apprende poi che a partire giа dai primi anni '70, l'ETA aveva individuato
nei sequestri di persona un formidabile mezzo di autofinanziamento.
Non c'и dubbio che la cooperazione delle autoritа francesi e spagnole abbia
messo a segno colpi significativi contro 1'ETA. Ancora di recente, per esempio,
и noto che dei cittadini di Bordeaux hanno fornito spontaneamente alla Divisione
Nazionale dell'Antiterrorismo della loro cittа una serie utili informazioni
circa un sospetto andirivieni, riscontrato in un appartamento preso in fitto da
un residente locale. A seguito di indagini e dell' interrogatorio di una donna
che conduceva in affitto l'abitazione, gli investigatori della polizia hanno
scoperto un piccolo deposito di armi leggere, un'attrezzatura per fare targhe
automobilistiche false ed una cospicua documentazione relativa sia alle attivitа
che alla struttura organizzativa dell'ETA. L'attivitа della polizia francese ha
cosм portato alla cattura di un terrorista di spicco dell'ETA, che era un evaso
dal carcere con una fedina penale ricca di precedenti legati all'attivitа
terroristica (Le Figaro, Parigi, 22 giugno 2003).
Altrettanto fuor di dubbio и perт che la collaborazione tra Francia e Spagna
nelle attivitа di contro-terrorismo abbia patito le ritorsioni dell'ETA contro
uomini dei servizi di sicurezza francesi.
Sempre agli inizi del 2003, fonti dell'anti-terrorismo francese fecero
apprendere l'esistenza di un complotto ordito dall'ETA contro dirigenti spagnoli
del NIC (la centrale dell'intelligence nazionale), derivazione dell'originario
CESID (l'alto centro di inteiigence della Difesa).
Seguiamo lo svolgimento dei fatti. Agenti del NIC, in collaborazione con i
colleghi francesi, avevano tenuto sotto stretta sorveglianza un'abitazione nella
cittа di Cibourne, nei pressi del confine franco-spagnolo. I servizi francesi
appurarono che gli emissari dell'ETA avevano pianificato l'uccisione degli
agenti del NIC. Una volta arrestato il capo della formazione terroristica, saltт
fuori che I'ETA stava anche organizzando l'uccisione di un magistrato francese
che aveva guidato numerose inchieste (ed ancora si occupava di casi importanti)
nel settore specifico dell'anti-terrorismo. Sia il premeditato assassinio degli
agenti del NIC, che quello del magistrato furono fortunatamente sventati dal
tempestivo intervento delle autoritа francesi (La Ra:on, Madrid, 24 gennaio
2003).
Un ulteriore aspetto terrificante dell'ETA и rappresentato dai suoi innumerevoli
collegamenti e dai sostegni internazionali di cui puт avvalersi in tutta Europa:
и stato stimato che la rete estera dei suoi migliori elementi operativi sia del
numero di diverse centinaia, la cui maggior parte sarebbe localizzata in America
Latina. Le notizie e le cifre messe l'anno scorso in circolazione dalla stampa
di Madrid (Fi Pais, 18 marzo 2002; El Mundo, 23 settembre 2002) parlano di 100
unitа in Messico, 7 in Uruguay e 14 a Cuba. I servizi di sicurezza del Venezuela
sarebbero tuttora sulle tracce di 6 esponenti dell' ETA ricercati dalle autoritа
spagnole: costoro, accusati di qualcosa come una quarantina di omicidi.
appartengono ad un gruppo terroristico composto da circa 40 pericolosi elementi
residenti in Venezuela.
Venendo a fatti di casa nostra, sarebbero state anche individuate delle
inquietanti connessioni dei terroristi baschi con ambienti criminali organizzati
della Camorra. A Milano, nell'autunno del 2001, un informatore riferм ad un
incredulo poliziotto dei particolari circa un patto scellerato stabilito da
alcuni camorristi con membri dell'ETA: lo scambio di merci prevedeva droga in
cambio di armi ed esplosivi. L'ETA avrebbe in pratica barattato ingenti
quantitativi di hashish e cocaina in cambio di armi ed esplosivo TNT. Da un
servizio pubblicato il 3 ottobre 2002 dal settimanale Panorama si apprende che
nella realizzazione della speciale transazione sarebbe stato pure coinvolto un
misterioso "colonnello" Ceko, incaricato di fornire direttamente le armi alla
banda della Camorra. A seguito della citata informativa, fu fatta una retata di
noti esponenti camorristici: purtroppo, proprio l'intermediario spagnolo (pare
si trattasse di una bellissima donna) riuscм a fuggire.
Uno dei motivi piщ gravi di preoccupazione rimane, infine, l'asserito legame
esistente tra I'ETA e l'organizzazione a tutti piщ tristemente nota di al-Qaeda.
Nel novembre del 2001, la polizia spagnola riuscм a sgominare una cellula di
al-Qaeda attiva in Spagna, accusando i suoi membri di una serie di reati tra cui
la falsificazione di documenti, il furto, la detenzione di armi e la
partecipazione a banda armata per scopi terroristici. Il magistrato spagnolo
titolare del caso individuт tra le ipotesi di reato a carico degli imputati
anche il loro diretto coinvolgimento nella preparazione e nella esecuzione degli
attentati dell' 11 settembre. Degli otto componenti la cellula, la maggior parte
era originaria di paesi mussulmani, ancorchи muniti di cittadinanza spagnola.
Uno solo di essi era spagnolo a tutti gli effetti, e sul suo conto sono
successivamente emersi legami stretti con il partito estremista
filo-indipendentista basco "Herri Batasuna": in pratica (e sempre da
informazioni desunte dal loro sito internet), il fronte politico di avanguardia
dell'ETA.
Naturalmente, I'ETA и appena uno ed un solo esempio (tra i tanti possibili) sia
di come un gruppo terroristico possa stabilire dei collegamenti internazionali
per sostenere le proprie attivitа delittuose, sia di come i Paesi ed i governi
liberi possano collaborare per contrastarne le terribili minacce eversive.
Rimane da auspicarsi che siano le stesse nazioni dell'Europa a dimostare che
neppure il terrorismo riuscirа a bloccare la piena realizzazione della speranza
di Chw chill quella di un'Europa pacifica. economicamente solidale e
politicamente unita.
(Leonardo A. Losito)
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